La vicenda si svolge nell'abitazione di Dante Fontana e di sua moglie Giovanna. 26.01.2010. 22:48
Filippo Tranquilli in 23.02.2010. 10:54
Bravissimi!!! Ieri sera 22 febbraio 2010 ho assistito presso il Politeama al vostro "El let di mastric'" e mi sono divertito da matti "tant che me duleven le ganasch dal rida"! Complimenti per la recitazione, per il ritmo impresso -senza mai un calo di tono-, per le scene, i costumi la tecnica della sovrappozisione delle immagini (trovata eccellente)insomma per tutti ciò che avete espresso e grazie di cuore per avere finalmente riportato il dialetto autentito su quel palcoscenico!
Abbiamo perso un amico. Un grande amico che ha condiviso con noi per oltre trent'anni la passione per il teatro. Il vuoto che lascia è incolmabile.
br> br>Ci mancheranno la sua bravura e la sua comicità, ma non sono le cose più importanti; ci mancherà la sua allegria contagiosa e sempre pronta a sdrammatizzare tutto.
br> br>Ci mancherà la sua disponibilità (c'era da andare alla radio a fare uno spot o un'intervista, c'era da dire due parole sul palco, da leggere una poesia, da scrivere una canzone lo chiedevamo ad Emanuele e lui non si tirava mai indietro).
br> br>Ci mancherà la sua travolgente vitalità.
br> br>Niente per noi sarà più come prima perchè con Emanuele se ne va una parte importante del nostro gruppo.
br> br>Pensare che le emozioni per un debutto, i nostri riti sul palco, le fatiche delle prove, le discussioni per la scelta di un testo e la gioia per uno spettacolo riuscito, sono cose che non potremo più vivere insieme, ci dà un'infinita tristezza, ma accanto a questo, le esperienze vissute e l'amicizia che ci ha legato in questi anni sono un patrimonio che ognuno di noi porterà con sè e nessuno ce lo potrà togliere.
br> br>Ciao Emanuele

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