Emanuele Manuelli = allegria, divertimento, entusiasmo, passione, vitalità, vivacità, forza ma anche tenerezza e sensibilità, amicizia, cuore. Tante sono le coordinate necessarie per ricordare una persona davvero “unica”, al di là delle parole celebrative di circostanza.
Perché Emanuele era unico e irripetibile, con la sua carica di umanità seminata in tutti solchi, tessendo relazioni con chiunque e lasciando ogni volta il segno della sua presenza inconfondibile. Tutto questo patrimonio era anche dentro la sua valigia di “guitto” che per anni (troppo pochi) ha trasmesso generosamente dai palchi e dalle piazze delle nostre città.
Si perché Emanuele si identifica in pieno con il vero guitto, da cui la compagnia teatrale ha tratto poi anche il suo nome; un guitto nel senso moderno del termine come è stato rivalutato anche dalla critica “per la tipologia espressiva di tecnica recitativa”, ricca di improvvisazioni e non più quindi l’attore sopra e fuori le righe.
Emanuele sapeva improvvisare, sapeva buttarsi su un palco e inventare qualcosa all’istante riuscendo comunque a divertire sempre. br> Perché divertire era la sua ragione di vita, il suo imperativo categorico, si spendeva per questo in tutti modi, sempre attivo, con tutta la forza e l’energia che aveva.
Era un attore d’istinto, talento naturale, geniale, senza maschera, senza la disciplina delle tecniche di recitazione ma con il senso perfetto dei tempi comici, il ritmo sostenuto, l’attenzione a cogliere le caratteristiche dei vari personaggi buffi della vita per poi riportarle sulla scena interpretando quel “volto allegro della periferia”. Era capace di cogliere gli umori del pubblico che aveva di fronte e di adattarsi all’istante perchè la ribalta era davvero il suo habitat naturale.
Di questi 47 anni più di 30 sono stati “da guitto” iniziando con una piccola apparizione nella parte di un “vecchio”, quella vecchiaia che solo nella finzione ha potuto vivere rappresentandola successivamente nel memorabile ex militare sulla sedia a rotelle che ripete cantando come un tormentone “Tripoli bel suol d’amore…”.
Ha potuto essere medico, arredatore, taxista e tanti altri mestieri, giovane e vecchio, marito e amante, uomo e donna regalando ogni volta risate, e se la risata fa bene alla salute, tutti noi siamo debitori di qualcosa nei suoi confronti.
E allora in piedi nella “standing ovation”, “venite tutti a battergli le mani”, ci sono solo applausi continui, interminabili, infiniti, il sipario per lui non si riesce proprio a chiudere, il pubblico non lascia la platea.
14.09.2011. 23:01
Claudio Carnevali in 17.09.2011. 19:13
Un gigante nella vita e sul palco. Lele non lascia un vuoto, ma una voragine. Da roscianese ho mille ricordi, mille emozioni bellissime che Lele mi ha regalato, come a tutti del resto, con la sua prorompente personalità eclettica fatta di umanità ed umorismo cosa rarissima oggi.
Ci mancherá tanto a tutti ed il Guitto ha un dovere, una missione importante, quella di mantenere viva la fiaccola ardente della sua Arte di Guitto, di giullare sublime.
Forza ragazzi che da oggi avrete uno spettatore speciale in più!!!
Abbiamo perso un amico. Un grande amico che ha condiviso con noi per oltre trent'anni la passione per il teatro. Il vuoto che lascia è incolmabile.
br> br>Ci mancheranno la sua bravura e la sua comicità, ma non sono le cose più importanti; ci mancherà la sua allegria contagiosa e sempre pronta a sdrammatizzare tutto.
br> br>Ci mancherà la sua disponibilità (c'era da andare alla radio a fare uno spot o un'intervista, c'era da dire due parole sul palco, da leggere una poesia, da scrivere una canzone lo chiedevamo ad Emanuele e lui non si tirava mai indietro).
br> br>Ci mancherà la sua travolgente vitalità.
br> br>Niente per noi sarà più come prima perchè con Emanuele se ne va una parte importante del nostro gruppo.
br> br>Pensare che le emozioni per un debutto, i nostri riti sul palco, le fatiche delle prove, le discussioni per la scelta di un testo e la gioia per uno spettacolo riuscito, sono cose che non potremo più vivere insieme, ci dà un'infinita tristezza, ma accanto a questo, le esperienze vissute e l'amicizia che ci ha legato in questi anni sono un patrimonio che ognuno di noi porterà con sè e nessuno ce lo potrà togliere.
br> br>Ciao Emanuele

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