Compagnia teatrale amatoriale di Rosciano

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Storia

La nostra storia inizia alla fine degli anni settanta ed è in qualche modo legata al Carnevale. Infatti , all’epoca, nel periodo carnevalesco, a Fano e dintorni, oltre ad organizzare feste, veglioni, mascherate si era soliti allestire (soprattutto nei teatri parrocchiali) spettacoli teatrali fatti di scenette, sketch, farse, poesie dialettali; si esibivano giovani e meno giovani e i testi sbeffeggiavano bonariamente situazioni e personaggi caratteristici del posto. Anche a Rosciano c’era questa tradizione che risaliva all’immediato dopoguerra; da questo contesto parte l’esperienza de Il Guitto.

Nel dicembre 1978, fu organizzato presso il teatro Luce di S. Orso un concorso teatrale per gruppi giovanili parrocchiali. Partecipò anche Rosciano con la commedia “Tant cum aven da fè” di Fausto Volpini e Filippo Guidi che venne rappresentata il 1 dicembre.
Il 1 dicembre 1978 quindi, può considerarsi la data ufficiale della nascita del gruppo.

L’esito positivo della partecipazione alla rassegna spinse il gruppo a continuare, ad organizzarsi e a darsi un nome che sarà appunto: Il Guitto.
Dal 1978 al 1983, Fausto Volpini e Filippo Guidi, due attori del Guitto, scrissero commedie molto divertenti che la compagnia rappresentò a Fano e in varie rassegne. Tali lavori gettarono le basi del gruppo e contribuirono a rendere stabile quello che si era costruito.

Le prime commedie vennero rappresentate nel teatro Luce di S. Orso, presso il teatro S. Arcangelo e il Gonfalone di Fano, nel salone dell’asilo di Rosciano, nel teatro Flaminio di Calcinelli e in estate in alcune piazze dell’entroterra.
Nel 1984 il primo importante riconoscimento ufficiale; il Guitto vinse la prima rassegna di teatro di base "A teatro con la Fortuna" organizzata dal comune di Fano a cui parteciparono numerosi gruppi amatoriali: era l’anno di "Era mej quand giva peg" di Filippo Guidi, con la regia di Franco Scatasta, primo regista del Guitto.
Lo spettacolo debuttò al teatro Masetti e come vincitore della rassegna venne rappresentato al Politeama; partecipò anche a due rassegne provinciali, una delle quali presso il teatro Sperimentale di Pesaro.

Nel 1985 il gruppo presenta un lavoro di Molière adattato in dialetto da Stefano Guidi. E’ un cambiamento che segnerà, poi tutta la futura produzione del Guitto. Significativi cambiamenti avvennero anche all’interno del gruppo; molti elementi lasciarono ne entrarono di nuovi.

Nel 1986 il gruppo debuttò per la prima volta al Politeama entrando di diritto nell’Olimpo dei gruppi fanesi.

Nel 1987 iniziò la collaborazione con l’autore e regista fanese Glauco Faroni sotto la cui regia il Guitto presenterà diversi spettacoli; i lavori acquistano una maggiore qualità e il gruppo consolida la sua presenza nel panorama del teatro dialettale fanese.

Il 1994 fu l’anno di "Un piat de sardel" un adattamento in dialetto di un classico del teatro comico "Rumori fuori scena" di M. Fryan commedia che fu rappresentata a Fano dalla compagnia Attori e Tecnici e il cui ricordo è ancora vivo tra gli appassionati di teatro.
"Al paragone il Guitto non ha affatto sfigurato." Massimo Foghetti Corriere Adriatico Lunedì 25/4/1994.
Questo lavoro, realizzato con la regia di Ortensio Rivelli, attore e regista della Piccola ribalta di Pesaro, è una pietra miliare nella storia del Guitto, in quanto rivelò la vera dimensione della compagnia.

Nel 1996-1997 il Guitto ebbe come regista Augusto Spadoni famoso per i suoi lavori con la compagnia teatrale La Polena: il gruppo fece un salto di qualità sia a livello di recitazione che di consenso: aumentarono le rappresentazioni e le repliche.

Nel 1998 il Guitto presentò un lavoro di Dario Fo (Settimo: ruba un po’ meno), la regia fu affidata a Marco Florio, attore proveniente da esperienze teatrali in lingua: da questo connubio particolare nacque un lavoro, Cu fai rubi?, che ottenne un grande successo di pubblico e di critica: si raggiunsero le otto rappresentazioni al Politeama, fatto mai avvenuto prima per il Guitto.

Con la regia di M. Florio verranno realizzati negli anni successivi altri tre importanti spettacoli. Nel 2002 tornò alla regia del Guitto A. Spadoni, nel 2003 fu la volta del giovane regista Ugo Litti e nel 2004 del pesarese Franco Arcangeli.

Dal 2005 al 2007 fu ancora M. Florio a firmare la regia dei lavori del Guitto.
Dal 1998 ad oggi sono stati anni importanti per il gruppo che è cresciuto qualitativamente allestendo spettacoli molto apprezzati come testimoniano le numerose repliche invernali ed estive.

La storia del gruppo è stata allietata anche dalla nascita di due giovani gruppi teatrali: il Guittino e il Tiramisù che sotto l’ala protettrice del Guitto hanno iniziato il loro percorso artistico.

Infine, nella storia del Guitto, non possiamo dimenticare Angelo Guidi, un attore e un amico del Guitto, prematuramente scomparso nel marzo del 2007. La sua collaborazione alla regia di tre spettacoli, i consigli , le critiche, i suggerimenti dati con competenza sono sempre stati preziosi per il Gruppo.
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A Emanuele

    Abbiamo perso un amico. Un grande amico che ha condiviso con noi per oltre trent'anni la passione per il teatro. Il vuoto che lascia è incolmabile.

    Ci mancheranno la sua bravura e la sua comicità, ma non sono le cose più importanti; ci mancherà la sua allegria contagiosa e sempre pronta a sdrammatizzare tutto.

    Ci mancherà la sua disponibilità (c'era da andare alla radio a fare uno spot o un'intervista, c'era da dire due parole sul palco, da leggere una poesia, da scrivere una canzone lo chiedevamo ad Emanuele e lui non si tirava mai indietro).

    Ci mancherà la sua travolgente vitalità.

    Niente per noi sarà più come prima perchè con Emanuele se ne va una parte importante del nostro gruppo.

    Pensare che le emozioni per un debutto, i nostri riti sul palco, le fatiche delle prove, le discussioni per la scelta di un testo e la gioia per uno spettacolo riuscito, sono cose che non potremo più vivere insieme, ci dà un'infinita tristezza, ma accanto a questo, le esperienze vissute e l'amicizia che ci ha legato in questi anni sono un patrimonio che ognuno di noi porterà con sè e nessuno ce lo potrà togliere.

    Ciao Emanuele

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